Al convegno europeo di psicoterapia di Valencia ho avuto modo di seguire un intervento della dott.ssa Maria Dolores Grau, dell’Università Cattolica di Valencia, relativo all’impatto del divorzio sul sistema familiare, dal quale vorrei partire per proporre alcune considerazioni in merito agli effetti della separazione e del divorzio sull’equilibrio del sistema familiare.

Maria Dolores Grau nel suo intervento sottolinea che il divorzio genera uno stato temporaneo di disturbo e disorganizzazione e che, per quanto concerne gli effetti sui figli, vi sono alcuni studi che stabiliscono che tale evento genera effetti di lunga durata sui figli mentre altri studi affermano che non sempre questi problemi emergono nei figli di genitori separati. Secondo la studiosa, tali divergenze nelle conclusioni derivano dal fatto che i figli possono manifestare o no problemi a seconda di come i genitori affrontano questo momento difficile.

L’Università di Valencia ha effettuato uno studio in cui è stato approfondito come i componenti della famiglia descrivono ciò che è accaduto durante la fase di separazione. Nello specifico, è stato approfondito come ciascuno descriveva il modo di affrontare la situazione da parte dei componenti del nucleo, sia nel breve che nel lungo periodo, i desideri di riconciliazione, le figure di supporto, gli effetti negativi a breve e lungo periodo nonché gli effetti positivi a breve e lungo periodo. Questi approfondimenti hanno permesso di delineare le differenti percezioni relative all’evento da parte di tutti i membri della famiglia, delineando un profilo (utilizzando il Millon III).

I risultati dello studio permettono di mettere in evidenza alcune questioni fondamentali che contribuiscono a ridurre le conseguenze negative della crisi familiare. Nello specifico, emerge che molte volte condividere le differenti percezioni che hanno i vari membri della famiglia consente di condividere anche le emozioni collegate all’evento e che tale messa in comune favorisce l’elaborazione del lutto (d’altronde si tratta comunque di una perdita: la perdita dell’idea di famiglia, dell’equilibrio familiare,…). E’ importante quindi condividere anche la sofferenza e non vieverla intimamente come qualcosa di indicibile. Altro elemento che emerge da questo studio è il fatto che è sempre meglio dire la verità, per quanto dolorosa possa essere, che una bugia.

Questo intervento di Maria Dolores Grau mi porta a fare alcune considerazioni:

I risultati emersi dalla ricerca coincidono con i principi che orientano il lavoro dello psicoterapeuta nel supporto ai genitori ed ai figli che stanno affrontando un doloroso percorso di separazione. Spesso i genitori che stanno vivendo una fase così critica si trovano dinnanzi alla difficoltà di spiegare ai figli quanto sta accadendo e si chiedono cosa dire e cosa non dire. In questo caso è utile accompagnare gli adulti a costruire una spiegazione veritiera  il più possibile condivisa, una spiegazione che possano dare ai figli e che consenta ai bambini di comprendere quanto sta accadendo. Questa apertura al dialogo con i figli favorisce l’esplicitazione da parte di questi ultimi delle loro paure e dei loro sentimenti, creando uno spazio in cui è possibile costruire un significato condiviso.

Dal punto di vista sistemico inoltre, nel momento in cui il sistema familiare attraversa una crisi, si assiste ad un cambiamento negli equilibri della famiglia. Questo cambiamento genera in un primo momento degli squilibri che provocano smarrimento nelle persone e generano molteplici risvolti emozionali. Dopo questo primo periodo, il sistema tende a riassestarsi su un nuovo equilibrio. Questo è il principio dell’omeostasi familiare. Per meglio comprendere l’omeostasi familiare possiamo pensare al nostro modo di sedere a tavola per il pranzo o per la cena: ognuno di noi tende a sedersi sempre nello stesso posto. Nel momento in cui un membro della famiglia, improvvisamente, cambia posto, gli altri membri hanno un primo momento in cui si sentono disorientati (cosa succede?e ora dove mi siedo?), qualcuno di loro inoltre potrebbe essere attivato a livello emozionale (provando rabbia per avere avuto usurpato il posto preferito, provando gioia per poter sperimentare un nuovo posto,…). Successivamente anche gli altri si siedono a tavola, scegliendo se sedersi al solito posto (se non già occupato) o in un nuovo posto. La composizione della famiglia a tavola ha quindi raggiunto un nuovo equilibrio. L’omeostasi è quindi la tendenza del sistema, della famiglia, a raggiungere un equilibrio.

Nella fase di divorzio l’equilibrio familiare viene perturbato ed il sistema deve trovare un nuovo assetto. Dato che l’equilibrio familiare non ha né una intrinseca connotazione positiva né negativa, il nuovo assetto familiare può strutturarsi in modo da favorire il benessere di tutti i suoi membri oppure determinare situazioni di malessere. Nel lavoro di psicoterapia si tende a favorire nella famiglia la ricerca di equilibri familiari alternativi che possano favorire il benessere dei suoi membri.

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Una risposta »

  1. […] Il mio parere: trovo interessanti le riflessioni della collega sugli effetti cui la separazione dei genitori può portare nel sistema famiglia.Come in altri argomenti inerenti la psicologia la risposta non è univoca e sempre valida, ma dipende spesso poi che cosa le persone se ne fanno dei cambiamenti che – volenti o nolenti – devono affrontare.Voto articolo: 9/10Tratto dall'articolo:"Il divorzio genera uno stato temporaneo di disturbo e disorganizzazione e, per quanto concerne gli effetti sui figli, vi sono alcuni studi che stabiliscono che tale evento genera effetti di lunga durata sui figli mentre altri studi affermano che non sempre questi problemi emergono nei figli di genitori separati.Tali divergenze nelle conclusioni derivano dal fatto che i figli possono manifestare o no problemi a seconda di come i genitori affrontano questo momento difficile.I risultati dello studio permettono di mettere in evidenza alcune questioni fondamentali che contribuiscono a ridurre le conseguenze negative della crisi familiare.E’ importante condividere anche la sofferenza e non viverla intimamente come qualcosa di indicibile.Altro elemento che emerge da questo studio è il fatto che è sempre meglio dire la verità, per quanto dolorosa possa essere, che una bugia.Nella fase di divorzio l’equilibrio familiare viene perturbato ed il sistema deve trovare un nuovo assetto.Dato che l’equilibrio familiare non ha né una intrinseca connotazione positiva né negativa, il nuovo assetto familiare può strutturarsi in modo da favorire il benessere di tutti i suoi membri oppure determinare situazioni di malessere.Nel lavoro di psicoterapia si tende a favorire nella famiglia la ricerca di equilibri familiari alternativi che possano favorire il benessere dei suoi membri."Leggi tutto l'articoloLuca Mazzucchelli  […]

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