In questo articolo parto dalla sbobinatura di una interessantissima intervista del 2001 a Gianfranco Cecchin, psichiatra psicoterapeuta sistemico relazionale tra i fondatori del Milan Approach, ad opera del gruppo Fuori Programma e dell’Univeristà degli Studi di Padova per mettere in luce alcuni aspetti della psicoterapia sistemico relazionale che può essere applicata sia nell’ambito della terapia individuale che nella terapia di coppia e nella terapia familiare.

In questo primo stralcio emerge a mio avviso in modo molto chiaro l’applicazione di una visione sistemica:

Ogni essere umano quando incontra un essere umano deve decidere cosa fare. Ad esempio alcune coppie parlano molto, si tratta di una  continua negoziazione che implica un continuo movimento su quello che ci si aspetta dall’altro, è un movimento mai definito una volta per tutte. Altre coppie non hanno più niente da dire e allora il sistema è finito oppure stanno aspettando il momento per sferrare qualche attacco violento. La negoziazione non è mai conclusa nei rapporti e in questo continuo movimento in cui la gente deve definire cosa sta facendo insieme all’altro si creano i cosiddetti sistemi per cui quando vediamo un sistema vediamo dei comportamenti che sono comunicazione: ci sono parole, movimenti, sentimenti, patterns cioè rituali ripetitivi.
Prendendo una coppia o una qualsiasi famiglia vediamo che ogni famiglia avrà venti-venticinque rituali che ripete senza accorgersene, ad esempio la cena, la televisione, i rituali della domenica: si tratta di regole che se vengono interrotte creano malessere e di cui la gente non si accorge proprio perché sono rituali fuori della coscienza.

L’adozione di un punto di vista sistemico permette di mettere luce sui pattern relazionali, ossia su quei modelli di comportamento che contribuiscono a definire le relazioni tra le persone nonché il livello di benessere di ciascun individuo e del sistema stesso. E’ interessante inoltre osservare che nella definizione data da Cecchin è implicita anche una dimensione di dinamicità di questo equilibrio omeostatico del sistema, in quanto viene messo in evidenza che vi è una continua negoziazione all’interno dei rapporti tra le persone.

In questo stralcio successivo Cecchin mette in evidenza il ruolo centrale dei processi di comunicazione e gli effetti che essa può avere sulle relazioni e introduce il tema delle conseguenze che alcune distorsioni nella comunicazione possono avere sul livello di benessere dell’individuo nonché sulla nascita di patologie psichiatriche:

A volte le cose non vanno bene, c’è la possibilità di confondersi perché la nostra capacità di comunicazione è molto complessa: parliamo, ci muoviamo, comunichiamo in molti modi e la possibilità di confondersi è così molto alta. Ad esempio si può dire una cosa ed essere capiti in modo diverso oppure parlare ad un certo livello ed essere intesi ad un altro livello: per esempio se uno mi dice “ti voglio tanto bene” ma con un gesto mi comunica il contrario nasce la confusione per cui devo ascoltare il movimento fisico o la parola? La possibilità di confusione è molto alta per cui qualche volta si creano delle storie, dei giochi che portano anche alla follia. A volte per potersi salvare uno diventa matto e allora la patologia è comunicazione, vista da noi è un modo per essere irriverenti al sistema così com’è

In questa accezione la patologia individuale viene vista all’interno del sistema e ad essa viene dato un significato comunicativo nonché un tentativo della persona di essere irriverente al sistema. Chiaramente si tratta di meccanismi dei quali le persone all’interno del sistema sono ignare, tanto che appare difficile, per le persone che si trovano all’interno del sistema, dare un senso a tale comunicazione.

Nella stessa intervista Cecchin mette bene in evidenza come la patologia all’interno del sistema genera alcuni comportamenti nelle persone vicine:

è un tentativo di fuga che crea un altro problema infatti quando uno viene definito “matto” stimola negli altri certi comportamenti: ogni schizofrenico ha almeno cento persone che lo definiscono schizofrenico e che lo mantengono così come è per cui c’è lui e ci sono altri parenti, c’è il sistema medico e la società intera. Quindi la patologia individuale per noi sistemici è sempre l’effetto di un gioco di comunicazione. Ogni gruppo umano crea delle relazioni e queste sono giochi che possono portare alla felicità o a un malessere tremendo che non sempre si capisce e allora c’è spesso bisogno di un mediatore che venga da fuori per capire cosa sta avvenendo; un soggetto da solo non sempre si tira mori.

E’ a partire da queste considerazioni che Cecchin spiega la funzione del terapeuta sistemico, partendo dall’approccio strategico, inizialmente adottato dai terapeuti della scuola di Milano, per poi arrivare all’applicazione del modello sistemico relazionale:

Qual è la funzione del terapeuta? Andare a vedere quale è questo gioco e vedere come si può interrompere. I metodi tradizionali erano di prescrivere un rituale diverso, per cui cambiando il rituale cambia il modo di pensare, oppure di prescrivere un sintomo per cui si ordina di continuare a fare quello che si sta facendo dando una connotazione positiva di quello che avviene. Una scoperta interessante dal punto di vista sistemico è che più patologia c’è e più c’è una connotazione negativa nel sistema cioè la gente sta insieme e continua ad accusarsi a vicenda per un sacco di cose, quindi più alta è la patologia e più sono le parole critiche verso l’altro; quando cala questo livello di critica allora la patologia diminuisce. Uno dei lavori della terapia è interferire con questi giochi micidiali che la gente si fa a vicenda e introdurre la connotazione positiva di quello che sta avvenendo.

Inizialmente i terapeuti della scuola di Milano utilizzavano il paradosso come tecnica di intervento per modificare i pattern relazionali e promuovere il cambiamento attraverso la ricerca di un nuovo equilibrio che determina la modificazione dei comportamenti che perpetuano il disagio psicologico della persona. A chi fosse interessato ad approfondire questa tecnica e la sua applicazione in passato consiglio di leggere Paradosso e Controparadosso (Selvini Palazzoli, Boscolo, Cecchin, Prata).

Successivamente i terapeuti della scuola milanese, prendendo strade diverse, si orientano sull’applicazione del modello sistemico relazionale e definiscono, prendendo spunto da autori quali ad esempio Gregory Bateson e Paul Watzlawick, i principi epistemologici che stanno alla base del suddetto approccio. Per chi fosse interessato ad approfondire il tema, consiglio la lettura dell’articolo di Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo, Gianfranco Cecchin, Giuliana Prata (1980), “Hypothesizing-circularity-neutrality: three guidelines for the conduction of session”. Family Process ( vol. 19 n. 1). Trad. it. “Ipotizzazione, circolarità, neutralità“ Terapia Familiare, 7, 1980.

Con l’applicazione del modello sistemico si mette l’accento sulla costruzione della propria storia e sull’influenza che tale costruzione ha sul modo di vedersi di una persona e di stare all’interno delle relazioni:

Quando vediamo una famiglia dobbiamo tenere presente che gli esseri umani vivono in storie per cui dobbiamo vedere quale è il gioco che sta facendo, quali sono gli equilibri nella definizione del rapporto e quale è la storia che loro hanno e che spiega quello che sono. Ognuno di noi ha una storia che spiega quello che è, non possiamo non averla e le storie sono co-costruite con le persone importanti della nostra esistenza.

Per chi fosse interessato a leggere tutta l’intervista, questo è il link del Centro Milanese di Terapia della Famiglia da cui si può risalire all’intervista.

Annunci

Informazioni su robertamilzoni

psicologa psicoterapeuta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...