In questo articolo prendo ancora spunto dal libro di Zygmunt Bauman Intervista sull’identità (ed. Laterza, 2003) per approfondire quali dinamiche entrano in gioco nel complesso (e continuo) processo di costruzione dell’identità.

A tal proposito, citando Bauman, possiamo dire che “…dopo tutto, il nocciolo duro dell’identità, la risposta alla domanda <chi sono io> e soprattutto la credibilità nel tempo di qualsiasi risposta possa dare a questa domanda, può formarsi solo in riferimento ai legami che connettono l’io ad altre persone e alla presunzione di affidabilità e stabilità nel tempo di altri legami. Abbiamo bisogno di relazioni, e abbiamo bisogno di relazioni su cui poter contare, una relazione cui far riferimento per definire noi stessi.”

In queste parole appare evidente la centralità dell’esperienza della relazione per la costruzione dell’identità e, implicitamente, emerge quanto all’interno di tale esperienza è possibile modificare l’idea che abbiamo di noi stessi. Anche all’interno del percorso di psicoterapia l’esperienza della relazione nell’ambito del rapporto terapeuta – cliente contribuisce a favorire l’emergere di nuove visioni rispetto al sé.

L’autore tuttavia mette anche in evidenza il profondo conflitto che l’uomo al giorno d’oggi si trova ad affrontare, lacerato tra il desiderio di stabilità e la paura di perdita di libertà caratteristica di un mondo in cui il disimpegno è praticato come, sempre citando Bauman, strategia comune della lotta per il potere e l’auto affermazione. Secondo Bauman infatti nell’ambiente della modernità liquida le relazioni stabili possono essere avvertite come pericolose e, nonostante ciò, ne abbiamo profondamente bisogno. Questa contraddizione spesso si incontra anche all’interno della relazione terapeuta – cliente, laddove si avverte nella persona da un lato il timore di affidarsi e di essere accompagnato nel percorso di terapia dall’altro si percepisce il bisogno di avere questa esperienza di accoglienza e di supporto.

Nel lavoro di terapia infatti all’interno della relazione terapeuta – paziente si riproducono spesso le modalità relazionali che il paziente adotta all’esterno della stanza di terapia con le persone della propria vita. La manifestazione di questi specifici pattern inoltre viene più o meno favorita dall’interazione con le modalità relazionali del terapeuta (ed è bene che quest’ultimo, per fare un buon lavoro, ne sia il più possibile consapevole, analizzando nel corso della terapia che tipo di interazioni si vanno man mano a creare). Da ciò ne deriva che la relazione che si instaura tra terapeuta e paziente nell’ambito del lavoro di terapia è essa stessa terapeutica e, collegandosi a quanto espresso da Bauman, lo è anche perché favorisce la costruzione di un diverso concetto di sé, arrivando a modificare il modo che ha la persona di percepirsi ossia intervenendo sull’identità.

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psicologa psicoterapeuta

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