Human Head With Door And Stair” by nattavut. da freedigitalphotos.net

In diverse situazioni sia nel mio studio di Milano che nel mio studio di Desio, nel corso degli anni, mi è capitato di trattare pazienti che presentavano una sintomatologia ascrivibile ad un disturbo ossessivo compulsivo. Sebbene l’approccio sistemico relazionale permetta di fare delle ipotesi che vanno al di là degli aspetti diagnostici, prendendo in considerazione l’individuo all’interno del proprio sistema di relazioni, mi risulta comunque utile avere un’idea diagnostica per orientare il processo di terapia.

Nel caso dei pazienti che presentano disturbi ossessivo compulsivi, solitamente nel corso del trattamento emerge la tendenza a spostare la propria ansia su pensieri ossessivi e agiti compulsivi nel tentativo di controllarla. Il tema del controllo, per questi pazienti, è spesso piuttosto rilevante e si ritrova la tendenza a controllare anche le relazioni. Tale modalità di gestione dei rapporti, oltre che della propria vita, è fonte di forte stress e canalizza tutte le energie della persona nell’attività di controllo.

Il lavoro di terapia non interviene direttamente sul sintomo, sebbene nel corso del trattamento vengano anche strutturate insieme al paziente specifiche strategie che permettono di diminuire l’impatto del sintono sulla propria vita nell’attesa che il lavoro più profondo su di sé permetta di ridurre la sintomatologia, ma è volto ad intervenire sulle modalità relazionali del paziente e sul suo modo di stare nel mondo, riducendo la paura del contatto con l’altro.

 

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psicologa psicoterapeuta

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