psicoterapia, cambiamento e concetto di tempo e spazio secondo la fisica quantistica

;

;

Dal mio punto di vista uno dei pregi del modello sistemico – relazionale nel fare terapia è quello di aprirsi ad altre discipline e trovare in esse interessanti analogie. Accadeva ai tempi delle Macy Conferences, dove studiosi di diverse discipline si incontravano per discutere di temi diversi che potevano creare nuovi punti di osservazione dai quali poter avanzare inedite ipotesi.

In questo articolo vorrei parlare di un libro molto interessante di Carlo RovelliLa realtà non è come ci appare, nel quale l’autore parla di fisica, partendo dalle idee degli antichi come Anassimandro, passando per Newton ed Einstein ed inoltrandosi nella meccanica quantistica. Qualcuno forse si chiederà che cosa c’entra la fisica quantistica con la psicoterapia sistemica, e forse lo stesso dott. Rovelli farebbe un balzo dalla sedia se leggesse questo articolo, tuttavia il suo libro è stato per me fonte di ispirazione nel mio lavoro di psicoterapeuta.

Qui di seguito, nello specifico, vorrei provare l’azzardo di collegare come la messa in discussione del concetto di tempo e di spazio, che da elementi distinti si fondono nel concetto di spaziotempo di Einstein e assumono una connotazione completamente nuova all’interno della teoria quantistica, con l’idea di cambiamento che spesso le persone portano all’interno della psicoterapia ma che accompagna anche ciascuno di noi nella nostra vita. Continua a leggere

Annunci

terapia di coppia o terapia individuale?

terapia di coppiaSpesso le persone che stanno vivendo momenti di difficoltà di coppia mi contattano facendomi questa domanda: “è meglio che faccia una terapia di coppia o sarebbe più utile una terapia individuale?”.

Rispetto a questa domanda, a mio avviso, è opportuno fare alcune considerazioni. Per esperienza, nel momento in cui sono arrivate presso il mio studio coppie nelle quali uno dei due membri era presente solo per accompagnare l’altro il primo intervento è stato quello di bilanciare la situazione mettendo in luce il fatto che in un percorso di coppia entrambi i membri si devono mettere in gioco, arrivando a mettere in luce gli aspetti individuali che concorrono a determinare la situazione relazionale. Nella terapia di coppia non si cerca un colpevole ma si mettono in evidenza quegli aspetti di relazione che hanno determinato la crisi. Con questo non si vogliono negare le responsabilità di ciascuno, tuttavia occorre fare un passo in più e promuovere la possibilità di un confronto e di un cambiamento profondo.

Alle volte infatti il conflitto è un’occasione per creare la condizione per un confronto utile ad un cambiamento. Questo lo scrive bene Ulrich Clement nel suo interessante libro Terapia Sessuale Sistemica e secondo me è un punto molto importante nel lavoro con le coppie.

Nel momento in cui non c’è la possibilità da parte di entrambi i membri della coppia di mettersi in gioco appare più utile un percorso di terapia individuale. Attraverso questo percorso è infatti possibile andare ad approfondire questioni individuali e personali che concorrono a determinare la relazione di coppia. Attraverso il nostro cambiamento di posizione diamo la possibilità all’altro di adottare diverse modalità di relazione e perciò, di riflesso, interveniamo comunque sulla coppia.

Tendenzialmente sono le persone stesse che comprendono se affrontare il percorso in coppia o da soli, sulla base di quello che si sentono. Alle volte è invece necessario un primo confronto, utile a delineare insieme il percorso.

 

psicoterapia e trattamento della persona con disagio psichico, da Basaglia e la chiusura dei manicomi alla nuova visione del paziente come persona con diritti e dignità

Download "Stones" by Salvatore Vuono da Freedigitalphoto

Download “Stones” by Salvatore Vuono da Freedigitalphoto

In questi giorni ho avuto la fortuna di incappare nel bel libro LE NUVOLE DI PICASSO scritto da Alberta Basaglia, psicologa nonché figlia dello psichiatra Franco Basaglia, la quale racconta della sua vita in quell’epoca. E’ molto interessante vedere come le vicende familiari e personali si intrecciano con la storia della chiusura dei manicomi e del cambiamento di concezione che ha portato gli psichiatri di quegli anni a vedere i pazienti psichiatrici come persone ed a comprendere l’effetto iatrogeno che il sistema di internamento aveva sui pazienti, i quali anziché essere curati venivano semplicemente rinchiusi tra alte mura lontano dalla vista delle persone cosiddette normali, peggiorando la loro condizione. Continua a leggere

il sesso affrontato in psicoterapia, alcuni spunti dal libro terapia sessuale sistemica

terapia sessuale sistemicaNel corso degli anni mi è capitato in diverse occasioni di avere pazienti che motivavano il loro arrivo in psicoterapia presentando problemi collegati al sesso. Quasi sempre queste persone tendevano in un primo momento a circoscrivere la questione alla dimensione sessuale, non prendendo in considerazione la dimensione della relazione con il partner e tanto meno il significato relazionale di tale aspetto. Continua a leggere

Violenza di un figlio verso i genitori: alcune domande per riconoscerla

Knife Stabbed In The Back Stock Image by Naypong - freedigitalphotos.net

Knife Stabbed In The Back Stock Image by Naypong – freedigitalphotos.net

il tema della VFP, che tradotto dallo spagnolo all’italiano risulta essere VIOLENZA FILIO PARENTALE, è un fenomeno piuttosto studiato in Spagna e da diverso tempo se ne parla nei vari convegni tra professionisti che lavorano nell’ambito della psicologia e psicoterapia. In Italia invece se ne parla poco e non credo nemmeno esista il concetto clinico per esprimerlo, tuttavia nel corso di questi anni di lavoro nei servizi di tutela dei minori mi è capitato sempre più spesso di avere a che fare con situazioni di figli violenti verso i propri genitori.

Recentemente ho ricevuto via e-mail il bollettino periodico di Euskarri, il centro per l’intervento e la formazione sulla violenza filo parentale creato dalla scuola Vasco Navarra di Terapia Familiare che ha sede nei Paesi Baschi in Spagna, in cui viene fornita una lista di domande volte ad individuare le situazioni di VFP. Dato che mi sembrano utili, ve le traduco dallo spagnolo: Continua a leggere

La psicoterapia sistemica nelle situazioni di dipendenza da lavoro

Human Head With Door And Stair" by nattavut.  da freedigitalphotos.net

Human Head With Door And Stair” by nattavut. da freedigitalphotos.net

L’obiettivo di questo articolo è approfondire il fenomeno della dipendenza da lavoro condividendo con voi alcuni spunti di riflessione. Ho deciso di affrontare questa tematica in quanto nel corso di questi anni sono arrivate al mio studio diverse persone che hanno portato nel percorso di psicoterapia questa tematica. È interessante notare che spesso le persone in questione hanno intrapreso il percorso di psicoterapia mossi inizialmente da altri motivi. Spesso tuttavia emergeva ben presto quanto l’impegno sul lavoro fosse un elemento importante nella situazione di crisi. Specifico tuttavia che in questi casi l’abuso di lavoro era uno dei sintomi e non una causa del malessere, sebbene contribuisse di fatto ad aggravare il disagio. Nello specifico, ho potuto riscontrare che spesso il lavoro viene utilizzato come una sostanza e, come tale, viene impiegato per distogliere la propria attenzione da altre tematiche e da questioni relazionali che sono fonte di disagio per la persona o che la porterebbero ad affrontare questioni irrisolte. Purtroppo tuttavia nella società in cui viviamo la dimensione del lavoro è fortemente sopravvalutata e presa in considerazione, questo contribuisce a favorire nelle persone maggiormente a rischio lo sviluppo di un abuso nel coinvolgimento in questo ambito. Gli effetti di tale condotta sono quasi analoghi a quelli della dipendenza da sostanze o da gioco d’azzardo, soprattutto per quanto concerne la compromissione delle relazioni familiari e sociali nonché lo stato di malessere ad essa connesso.

Per tale motivo ho sempre trattato questo aspetto in terapia in modo piuttosto analogo a come intervengo nel momento in cui ho in trattamento una persona che presenta una dipendenza da sostanze o da gioco d’azzardo. Continua a leggere

La violenza di un figlio verso i genitori

Knife Stabbed In The Back Stock Image by Naypong - freedigitalphotos.net

Knife Stabbed In The Back Stock Image by Naypong – freedigitalphotos.net

Quando nel 2012 mi trovavo in Spagna a Valencia per il congresso europeo di psicoterapia ho avuto modo di confrontarmi con alcuni colleghi spagnoli che lavoravano nei servizi territoriali e da tale confronto era emerso il fatto che in Spagna in questi anni sta emergendo in modo sempre più massiccio il fenomeno di figli che sono violenti verso i genitori (in Spagna questo fenomeno è chiamato VFP, violenza filo parentale).

I colleghi mi riferivano che tale fenomeno aveva letteralmente spiazzato i servizi, i quali non sapevano bene come poter gestire questi casi. I genitori a loro volta si sentivano spiazzati e alle volte queste situazioni finivano con l’intervento dell’autorità giudiziaria, denunce e allontanamenti di questi ragazzi da casa. Avendo tale fenomeno assunto i contorni di una vera e propria emergenza in Spagna, i colleghi iberici mi chiedevano se anche in Italia stavamo affrontando questo problema e in che modo ci stavamo muovendo. Io risposi che il fenomeno non era così allarmante in Italia e che, sebbene anche nella mia esperienza clinica, nel corso degli anni, mi è capitato di prendere in carico situazioni di questo tipo, nel complesso non mi sembrava che vi fosse un’esplosione del fenomeno nel nostro paese analoga a quanto stava avvenendo in Spagna. Continua a leggere

Il primo colloquio di psicoterapia: “ho deciso di farmi un regalo”

"Red Gift Box In Human Hand" by Master isolated images Freedigitalphotos.net

“Red Gift Box In Human Hand” by Master isolated images Freedigitalphotos.net

“Dottoressa, dopo tanti anni che ho sempre affrontato tutto da solo ho deciso di farmi un regalo, questa volta voglio farmi aiutare, ho bisogno di farmi aiutare, e quindi sono venuto in terapia”.

Questa frase me la disse un paziente alcuni anni fa e alle volte mi capita di riportarla in altre terapie in quanto mi sembra un ribaltamento interessante della prospettiva.

Alle volte giungono da me persone per un primo colloquio che hanno atteso anni prima di iniziare un percorso e che vivono l’arrivo in terapia come una sorta di sconfitta. È in quei casi che mi torna in mente la frase di quel paziente di tanti anni fa, il quale era riuscito ad accettare di farsi aiutare ed aveva messo da parte l’idea del fallimento per abbracciare un punto di vista molto più utile: la terapia, l’aiuto dell’altro, come una sorta di regalo.

L’arrivo in terapia è già di per sé un primo passo che ha una valenza terapeutica.

A distanza di anni penso ancora che quel paziente aveva proprio ragione.

Psicoterapia: terapia familiare e ciclo vitale

famiglia stilizzataNel corso del IX Congresso Internazionale Relates di Bilbao (20-22 giugno 2013) si è parlato molto del concetto di ciclo vitale, della sua possibile correlazione con la psicopatologia, nonché dell’utilizzo che tale assunto teorico può avere in psicoterapia. Qui di seguito vorrei riportare alcuni spunti di riflessione e alcune considerazioni in merito.

Durante il congresso ho assistito alla tavola rotonda alla quale hanno partecipato Ana Paula Relvas dell’Università di Coimbra (Portogallo) e Juan Luis Linares della scuola di terapia familiare dell’ospedale San Pau di Barcellona (Spagna); in occasione di questo interessante confronto i due colleghi hanno approfondito il concetto di ciclo vitale applicato alla famiglia. Ana Paula Relvas ha messo in evidenza il fatto che nel momento in cui parliamo di ciclo vitale assumiamo implicitamente due fattori: un fattore temporale ed un fattore spaziale. Sono questi due fattori, il tempo e lo spazio, a determinare la cornice all’interno della quale si generano le norme specifiche, implicite ed esplicite aggiungo io, di ciascuna famiglia. Ana Paula Relvas specifica che per quanto concerne il tempo, esso va inteso come un tempo processuale che ha una forte relazione con la storia familiare e i pattern (schemi) della famiglia. Continua a leggere

Il lavoro con le emozioni in psicoterapia – Considerazioni dal IX Congresso Internazionale Relates di Bilbao

"Weekly Calendar With Face Drawing" by MR LIGHTMAN frredigitalphotos.net

“Weekly Calendar With Face Drawing” by MR LIGHTMAN frredigitalphotos.net

In occasione del IX Congresso Internazionale Relates (rete spagnola e latinoamericana di scuole di psicoterapia sistemica) “Transitando por el ciclo vital: crisis evolutivas de las familias, svoltosi a Bilbao (Spagna) dal 20 al 22 giugno 2013, ho assistito ad un interessantissimo intervento del dott. Esteban Laso, psicologo psicoterapeuta dell’Università di Guadalajara (Messico) che ha approfondito il tema del lavoro con le emozioni in psicoterapia.

Qui di seguito prendo spunto dall’intervento del collega per approfondire il tema delle emozioni in psicoterapia e del lavoro che si può svolgere sugli aspetti emozionali nel corso del processo terapeutico.

Laso nel suo intervento affronta in generale il tema delle emozioni, sottolienando che l’emozione determina il pensiero e l’azione, che a loro volta amplificano quella stessa emozione. Vi sono due circuiti emozionali, un circuito intrapersonale ed uno interpersonale.

Il circuito intrapersonale è interno alla persona ed è rapido e breve, generante di una cascata emozionale ricorsiva. Un esempio di circuito intrapersonale è il seguente:

cambiamento psicofisiologico = cosa mi succede? = paura = sto per morire = ansia = cambiamento psicofisiologico

come si vede qui sopra il cambiamento dello stato psicofisiologico della persona porta quest’ultima a domandarsi cosa sta accadendo, ciò genera paura, la paura a sua volta attiva il pensiero di poter morire e ciò a sua volta genera ansia, l’ansia infine genera un ulteriore cambiamento psicofisiologico che a sua volta rientra nuovamente nel circuito amplificando sia i pensieri negativi che le emozioni.

Continua a leggere